Nov
03
F1 – L’Eroe della Stagione
Emozionante chiusura di stagione del campionato di Formula 1, sentimenti che traspirano dagli accorati post di Ubbo e Marco…
Non voglio essere da meno, e quindi ho deciso di dedicare anch’io un post a questo campionato… ma invece di parlare, banalmente, dei vincitori, ho deciso di concentrarmi su quello che è forse il VERO eroe di questa stagione… un pilota i cui sacrifici fatti per le corse non sono da tutti conosciuti ed apprezzati, un uomo che ha dato TUTTO al mondo delle F1 e che in cambio ha solo ricevuto dileggiamenti e scherno…
Parlo, ovviamente, del coraggioso Sato Takuma…

[Sato Takuma, appena estratto dal casco sulla destra]
E’ impossibile comprendere in minima parte la tempra di Sato senza conoscere la sua storia… quella che segue è una breve biografia che comprende i suoi anni in F1…
2000
Grazie all’appoggio del costruttore giapponese Honda, Takuma ottiene un sedile in Formula 1 con la Jordan, dimostrandosi veloce ma ancora inesperto, come in un incidente a Montecarlo in cui distrugge la sua macchina e quella del compagno di squadra. Convinto di aver con questo gesto vinto la stagione, Takuma viene ritrovato due giorni dopo sulla penisola di Izu mentre festeggia con i meccanici.

[Il Capomeccanico Hiroaki porta in spalla Sato]
2003
Sato si trasferisce alla BAR motorizzata dalla Honda come collaudatore, e partecipa all’ultima gara della stagione, il Gran Premio del Giappone in cui arriva inaspettatamente sesto. Dato l’eccellente risultato verrà insignito Gran Pilota dell’Impero Giapponese e correrà in vece dell’Imperatore Akihito indossando la tuta da corse tradizionale Imperiale, che la tradizione vuole risalente ad Oda Nobunaga.

[Sato in attesa della monoposto sul circuito di SPA]
2004
Viene “promosso” pilota a tempo pieno e consegue il suo primo podio (e secondo per un pilota giapponese) al Gran Premio degli Stati Uniti. Durante la stagione impressiona per la velocità e l’aggressività della guida spesso ancora abbinata ad inesperienza e imprecisione. Chiude la stagione ottavo nella classifica mondiale, con 34 punti, aiutando la BAR a raggiungere il secondo posto nella Coppa Costruttori. Sua Maestà Imperiale Akihito, compiaciuto, lo elegge Kogi Kaishakunin e gli concede in dono una prefettura di Tokyo.
2005
Complice una vettura molto meno competitiva dell’anno precedente, fatica ad esprimere la propria velocità mentre continuano a manifestarsi errori ed imprecisioni, situazione che peggiora verso la fine della stagione. Negli ultimi Gran Premi dell’anno Sato viene fortemente criticato dagli altri piloti per avere causato incidenti evitabili, per esempio con Jarno Trulli (delle lame uscirono dalla vettura di Sato e forarono le gomme di Trulli) o Michael Schumacher (Sato investì il pilota Ferrari due ore prima della partenza, nei parcheggi), e per questo viene escluso dalla classifica del Gran Premio del Giappone.
Terminata la stagione con 1 solo punto conquistato arriva l’annuncio che sulla BAR-Honda diventata Honda F1 verrà sostituito nel 2006 da Rubens Barrichello. L’Imperatore ne è molto deluso, e ordina immediatamente l’esecuzione sommaria di tutti familiari di Sato. La tragedia è impedita solo dal nobile gesto di Sato Goroichi, padre di Takuma, che compie Seppuku.
Placato dal gesto, Sua Maestà Imperiale concede la salvezza a tutte le femmine della famiglia.

[Goroichi pochi istanti prima di togliersi la vita]
2006
Sato si trasferisce nel nuovo team giapponese Super Aguri F1, satellite della Honda. Causa la non competività del mezzo [una carrozza britannica del 1936], il pilota giapponese è costretto a una stagione molto difficile, sempre ancorato nelle ultime posizioni e senza ottenere punti. Durante una conferenza stampa darà la colpa delle sue scarse performance alla tuta Imperiale, da lui definita “inadatta” e “scomoda”.
La mancanza di successo unita al disrispetto per la Sacra Reliquia Imperiale porterà l’Imperatore a pretendere da Sato l’amputazione del piede destro, che verrà sostituito da un ferro da stiro vittoriano.

[Sato durante la presentazione alla stampa della nuova monoposto]
2007
Viene confermato alla Super Aguri F1 e porta alla scuderia giapponese i primi punti della sua storia. È 8° a Barcellona ed è 6° in Canada dove sorpassa nel finale l’allora campione del mondo Fernando Alonso. Ottiene anche il permesso dall’Imperatore Akihito di poter finalmente rimuovere la carcassa del padre dai cancelli del villaggio natio di Kamikuishiki.
In cambio dovrà solo vivere per due mesi, insieme al team dei meccanici, su delle canne di bambù sistemate accanto ai binari dello Shinkansen.

[Il Direttore Tecnico Matsui mentre ordina un caffè]
2008
Ancora accasato alla scuderia nipponica, questa si rivelerà, senz’ombra di dubbio, la stagione più fallimentare della carriera di Takuma con quattro Gran Premi disputati (senza prendere alcun punto) prima del fallimento del costruttore d’appartenenza. L’Imperatore Akihito, inoltre, lo accusa di tradimento e lo indica nemico del Sacro Suolo Giapponese, accusa che costringe Sato a lasciare il giappone ed a vivere in fuga per il resto dei suoi giorni.
Ad oggi nessuno sa che fine abbia fatto Sato Takuma, una vera leggenda dell’automobilismo che non si è fermato di fronte a nulla pur di inseguire il suo sogno.
Un eroe che va ricordato.







SEI
UN
MITO!!!
Riderò per giorni e giorni… ai proprio ragione: E’ Takuma l’uomo che tutti vorrebbero sulle proprio monoposto!
Takuma [Nome] Sato [Cognome] è stato il peggior terrore dei piloti in F1 per diversi anni.
Quando alcuni piloti non mettevano una grinta adeguata venivano sollecitati dai loro team manager in questo modo: “se non fai il bravo viene Godzilla Sato e ti mangia la macchina!”.
La scomparsa della Super Aguri è stata una liberazione per l’F1. Attendiamo con ansia una fine analoga per la Force India.
So benissimo qual’è il nome e quale il cognome, in giapponese si dicono al contrario…
Applausi…
Nient’altro da dire…
Sto ridendo come un coglione.
Mi ha ricordato i bei tempi di Bergkamp all’Inter quando mai dire gol aveva ancora qualche attinenza con il calcio.
Immaginifico.